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Utente: rubikk
Sono un ragazzo bello, simpatico e intelligente... ma soprattutto bello... e simpatico... e intelligente... ma soprattutto-tutto modesto...

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PERCHE'

Ti ho vista e ti ho desiderata, per come sei diversa da me, per come sei migliore di me. E ho capito che siamo due metà della stessa anima, perchè mi hai guardato come se non esistesse altro, perchè quando ti guardo non esiste niente altro. Perchè hai trovato qualcosa di buono in me, perchè grazie a te in me è nato qualcosa di buono. Per come mi tocchi, perchè ogni volta che ti tocco ho paura che tu possa dissolverti tra le mie dita. Per le tue labbra che non sono mie, per il desiderio che un giorno possano diventarlo. Per ogni sorriso che mi hai regalato, perchè ogni volta è come se tutto diventasse più chiaro. Per il fuoco che hai acceso e che non posso nè voglio spegnere. Per le tue mani che hanno stretto le mie e per come in quei momenti ho sentito che non avrebbe potuto essere diversamente. Per i tuoi occhi limpidi che hanno guardato me e ciò che di più nascosto c'era in me senza temere le conseguenze... per quegli occhi grandi che sono come calamite da cui non riesco ad allontanarmi. Per il tuo corpo delicato che vorrei stringere fino a farti male e che non posso avere vicino perchè mi fa male. Per le parole che hai detto, per quelle che ho detto io, per quelle che avremmo voluto dire e forse non diremo mai, per i sogni, per le speranze, per le illusioni, per le scoperte, per i sentimenti, per i pensieri, per le azioni e le reazioni, per il tempo, per le coincidenze, per la casualità. Perchè starti lontano è una tortura, perchè l'idea non poterti avere solo per me mi uccide poco a poco, perchè non sono in grado di dimenticarti, perchè non voglio dimenticarti. Perchè non posso forzarti e invece vorrei farlo, perchè rispetterò i tuoi desideri anche se dovrò soffrire... e so che ne soffrirò. Perchè sei importante e non so come dimostrartelo, perchè probabilmente non basterebbe. Perchè non averti mi fa stare male, perchè so che non proverei tanto dolore se non fossi assolutamente convinto che non sei mai stata nè sarai mai un capriccio. Perchè sono consapevole di quello che potresti diventare e un po' ne sono spaventato, perchè sono terrorizzato al pensiero che potresti non diventarlo mai. Per le lacrime che ho versato, per i sorrisi che mi hai regalato... per le lacrime che verserò e i sorrisi che mi regalerai. Perchè in fondo so che non è un caso se ci siamo incontrati e non voglio vivere col rimpianto di non averci provato. Perchè sto male per te e senza di te sto peggio. Per ciò che è stato e non sarà più, per ciò che potrebbe essere, per i miei desideri e le tue necessità. Perchè tu vieni prima di tutto, perchè io a volte lo dimentico. Perchè io sono egoista, geloso, stupido, infantile, presuntuoso, seccante, indisponente, provocatore, lunatico, malinconico, inutile, vuoto, sterile... perchè io sono IO solo se TU mi stai accanto.
V. ©



I love scrivere libero

Vorrei...

Dimenticare
Diventare un calciatore professionista
Giocare a pallone tutte le volte che posso
Imparare a giocare a golf
Innamorarmi di nuovo
Ubriacarmi per non pensare a lei
Imparare a suonare la chitarra
Cantare... non solo sotto la doccia
Laurearmi prima di raggiungere l'età pensionabile
Avere dei figli
Correre per liberare la mente
Fare un sacco di soldi
Comprare una Porsche
Riparare il portatile
Imparare a usare Photoshop
Giocare a rugby
Comprare e leggere tutti i libri che mi interessano
Imparare ad andare sui pattini
Andare in Oriente
Viaggiare...
Guardarla negli occhi e vederci l'amore
Aprire un bar
Aprire una libreria
Aprire un bar-libreria :)
Sentire live i miei gruppi preferiti
Comprare solo cd originali
Scrivere un libro
Ritrovare la serenità
Sentirmi dire che ho dei bellissimi occhi
Comprare e arredare la MIA casa
Veder crescere i fratelli
Fare un viaggio "On the road" negli USA
Tornare a fidarmi di tutti
Dare un senso alla vita e alla morte
Chiacchierare con le persone a cui voglio bene
Essere fiero di me
domenica, 08 novembre 2009

Con le mani sotto il cuscino

Ogni notte mettersi a letto, raggomitolarsi sotto le coperte con un sorriso, osservarla mentre cede alla stanchezza dopo una lunga giornata. Aspettare assieme che arrivi il sonno con gli occhi che iniziano a chiudersi e sentirsi finalmente in pace.
Respiro sommesso e regolare, ascoltare il battito del suo cuore, sorriderle anche se lei non sa, non può vedere quanto è bella così, abbandonata e indifesa.

Free Image Hosting at www.ImageShack.usE sognare di passeggiare insieme in un mare di fiori, a piedi nudi, inseguendo per gioco odori e colori, e saltare la corda cantando canzoni che parlano d’amore, che parlano di lei e dei suoi occhi così belli e felici.






Free Image Hosting at www.ImageShack.us Volare su una mongolfiera tessuta di spicchi di arcobaleno attraverso le nuvole mentre il mondo di sotto si fa piccolo e sembra una casa di bambole e il vento scompiglia i capelli. E scoprire nelle nuvole caricature di buffi animali e di cose, cambiare prospettiva per scoprire che tutto è un più magico visto dal cielo.



Free Image Hosting at www.ImageShack.us Viaggiare in un treno di quelli a vapore, che sbuffa  e che fischia, e salutare persone che rispondono agitando le mani e ricambiando un sorriso. E guardar fuori con la fronte appiccicata al finestrino paesaggi che scorrono rapidi tra i sobbalzi delle rotaie e diventano macchie, e sentirsi come bambini che guardano, pieni di meraviglia, in un caleidoscopio.



Free Image Hosting at www.ImageShack.us Percorrere mari su una piccola barca, spinti in avanti da una vela fatta di mille ritagli di pezzi di stoffa trovati qua e là, immaginando che sia l’imbarcazione di un commesso viaggiatore, una nave che ha visto buona parte del mondo ed ancora un po’, e sentire la sua risata alzarsi e poi scendere in armonico accordo con le onde.




Svegliarsi e per primo vedere il suo viso, e sorridere per quell’espressione un po’ buffa di chi sta dormendo ma in realtà è sveglio in un sogno. E baciarle con dolcezza una guancia e le labbra, aspettando che si aprano gli occhi assonnati, baciarla di nuovo e dirle che tutto è perfetto e che forse stai ancora sognando.

ON AIR: Oren Lavie - Her Morning Elegance

postato da: rubikk alle ore 13:19 | link | commenti
categorie: immagini, sogni, storie
sabato, 31 ottobre 2009

Certi momenti un po' così...

Per le volte in cui faccio fatica ad addormentarmi, perché non è così che ci vedevo.
Per le volte che vorrei gridare quanto sembri tutto sbagliato.
Per le volte in cui un gesto o uno sguardo non bastano.
Per le volte in cui ciò che hai dentro è così chiaro mentre fuori è confusione.
Per le volte in cui ti viene da piangere e ti chiedi il motivo qual è.

Per tentare di spiegarti perché a volte posso sembrare incomprensibile... ecco, è così che mi sento:
...
You're the one, yeah,
I've put all my trust in your hands.
C'mon and look in my eyes,
here I am, here I am.
...
Tell me why
it gets harder to know
where I stand.
I guess loneliness found
a new friend, here I am.

You don't understand me, my baby.
You don't seem to know that I need you so much.
You don't understand me, my feelings,
the reason I'm breathin', my love

You don't seem to get me, my baby.
You don't really see that I live for your touch.
You don't understand me, my dreams or the things I believe in, my love.
You don't understand me. You don't understand me. Understand me.


ON AIR: Roxette - You don't understand me
postato da: rubikk alle ore 23:37 | link | commenti
categorie: pensieri, musica, amore, malinconia, mancanze
mercoledì, 21 ottobre 2009

Sliding doors...

In un paese non troppo diverso da quello in cui vivete, pieno di case non troppo diverse da quelle in cui abitate e popolato da persone non troppo diverse da quelle che conoscete, vive un ragazzo non troppo diverso da quello che immaginate.

Sebbene dia l'impressione di essere un amante della compagnia i momenti in cui si sente meglio sono quelli che passa da solo, con la solitudine a proteggerlo dalle ciarle di chi lo circonda e la compagnia della sua immaginazione. Da piccolo sognava spesso quale sarebbe stato il suo futuro, e si vedeva ora architetto, ora avvocato, ora calciatore e preso dalla passione del momento assumeva gli atteggiamenti che vedeva nei grandi. Quando il futuro si è senza preavviso mutato in presente ha smesso di sognare "cosa sarebbe potuto essere" per iniziare a chiedersi "cosa sarebbe potuto essere se".
"Cosa sarebbe successo se... ", se provaste ad entrare mentre formula un pensiero del genere quasi sicuramente non vi noterebbe, e potreste scorgerlo assorto, con la fronte corrucciata o un sorriso ebete a seconda della direzione presa dai suoi voli pindarici.

"E se riuscissi a mettere la testa a posto?", e si vede seduto dietro una scrivania, a dirigere la sua piccola impresa, circondato da persone che non ha mai stimato, soddisfatto nel vederle fargli da lacchè.

"E se non le avessi detto di amarla?"
, si chiede, e giù ad immaginare una successione di donne entrate e uscite dalla sua vita, dal suo letto, senza nè amore nè scopo, avvicinate perché soltanto chi è solo può capire quanto sono lunghe e solitarie alcune notti se non hai nessuno accanto; o peggio, sogna una vita di solitudine priva anche del conforto che può dare il ricordo di essere stato innamorato.

"E se avessi insistito?"
, la prima serie di immagini che gli si dipingono nella mente rappresentano scene di una vita tranquilla e felice, di discorsi interrotti da baci improvvisi, di bimbi che giocano sotto sguardi premurosi e attenti.

"E se avessi avuto il coraggio di rischiare?"
, e si ritrova catapultato in una realtà del tutto diversa, tra persone nuove, con la paura mista ad eccitazione che accompagna ogni nuovo inizio, chiedendosi come farà a ricostruire tutto da zero e con il desiderio di scoprirlo provandoci.

A volte però ci sono quelle domande che in condizioni normali evita accuratamente di farsi dal momento che si portano dietro tutte le angosce da cui traggono origine; dovete infatti sapere che quel ragazzo, per quanto cerchi di non darlo a vedere, di dimostrarsi convinto, deciso, imperturbabile, spesso si sente insicuro, e quand'è così inizia a pensare... "e se avessi sbagliato tutto? Se non valessi quanto credo? Se non riuscissi mai ad ottenere quello che cerco con tanta disperazione?".
Allora lo assalgono la malinconia e la tristezza, e se non doveste guardarvi intorno senza trovarlo provate a cercarlo in un angolo tranquillo, quasi sicuramente lo troverete lì che cerca di non mettersi in mostra, di passare inosservato mentre aspetta che scompaia quello strano luccichìo agli occhi.


What if there was no light, nothing wrong, nothing right.
What if there was no time, and no reason or rhyme?
What if you should decide that you don't want me there by your side, that you don't want me there in your life?

What if I got it wrong, and no poem or song could put right what I got wrong or make you feel I belong
What if you should decide that you don't want me there by your side, that you don't want me there in your life?

Oooooh, that's right... let's take a breath, jump over the side.
Oooooh, that's right... how can you know it if you don't even try?

Every step that you take could be your biggest mistake, it could bend or it could break but that's the risk that you take.
What if you should decide that you don't want me there in your life, that you don't want me there by your side?


ON AIR: Coldplay - What if
postato da: rubikk alle ore 22:37 | link | commenti
categorie: immagini, malinconia
lunedì, 19 ottobre 2009

Cogitabondo di sera, bel tempo si spera

L'inverno è arrivato, "in anticipo" pensa. E' percorso da piccoli brividi mentre cerca di avvolgersi più che puo' nella coperta. Ha sprangato le finestre, tirato giù le persiane, chiuso le porte ma sembrta che il freddo la maniera di entrare riesca a trovarla indipendentemente da tutto.

Si è sigillato nella sua stanza, ha poca voglia di parlare, ancora meno di stare in compagnia, sembra sempre avere mille cose a cui pensare e in un certo senso è così. La verità è che non riesce a spegnere quell'interruttore che invece la maggior parte della gente sembra avere sempre su OFF, e di conseguenza i pensieri continuano a girare senza meta, in maniera completamente casuale, come mosche in un barattolo.

Si chiede come mai i suoi piedi sono così freddi, gli pare di ricordare che molto tempo prima qualcuno gli ha spiegato come le estremità del corpo siano le più sensibili al freddo perché, essendo maggiormente capillarizzate, sono soggette a un più rapido scambio termico. Non sa se è vero ma il pensiero che una spiegazione ci sia lo fa stare meglio.

Prende un libro, lo sfoglia, legge qualche pagina, torna a metterlo giù; pare non riesca a concentrarsi sulle parole, gli sfuggono da sotto al naso prendendolo in giro, invitandolo a seguirle in un girotondo che lo porta dalla fine all'inizio della stessa frase una volta, due, e tre...

Afferra la chitarra pensando che è lei l'unica donna rimastagli, l'unica a non aver tradito la sua fiducia; la sfiora con una dolcezza che dall'esterno potrebbe sembrare quantomeno bizzarra, la tocca gentilmente ma con decisione, la accarezza soddisfatto. Sentirla suonare, docile e obbediente sotto le sue mani, ha l'effetto di rasserenarlo, una sorta di "suono-terapia" casereccia.

La verità è che ha in testa mille dubbi: su quello che è, su quello che sarà, sulle occasioni perse e su quelle non sfruttate appieno, sul suo reale valore. Quando si sente così solitamente cerca la compagnia di quelle poche persone che sono state in grado di comprenderlo davvero, nel suo essere buono, gentile, disponibile oltre il ragionevole... e cattivo, mai abbastanza, mai troppo a lungo.

Stasera pero' non puo', perché quelle persone non ci sono.
Stasera non vuole, perché vuole smettere di inseguire.
Stasera vuole essere capito, senza bisogno di spiegare.
Stasera resta a rimuginare su futili questioni e amletici dubbi inutili.

Stasera non se la sente di scendere nel profondo perchè a volte, la sera, ci sono pensieri che ancora fanno male.

"I close my eyes only for a moment and the moment's gone.
All my dreams pass before my eyes a curiosity.
Dust in the wind, all we are is dust in the wind"



ON AIR: Kansas - Dust in the wind
postato da: rubikk alle ore 20:37 | link | commenti
categorie: pensieri, freddo
domenica, 27 settembre 2009

Di alcuni pensieri sdolcinati e (si spera) estemporanei

C'è stato un momento nella mia vita in cui tutto è cambiato.

Mi accorgo rileggendola di quanto possa suonare artefatta questa frase, vagamente cinematografica, eppure è la perfetta verità. E' successo anni fa, ed anche se sembra passato così tanto tempo ricordo perfettamente l'attimo in cui tutto ha assunto un significato nuovo, diverso, migliore. Ad essere sincero l'immagine che la mia mente ha conservato inizia ad assomigliare ad una vecchia, sbiadita polaroid, con i dettagli che si fanno confusi... ma quegli occhi, quelli non posso dimenticarli, quelli li ricordo in maniera così nitida. Ricordo l'ansia che mi hanno provocato e i sentimenti che, senza chiedere il permesso e senza che me ne rendessi conto davvero, avevano preso possesso delle fibre più profonde del mio essere. Era uno sguardo sconosciuto eppure era come se fosse lì ad attendermi da sempre, la conoscevo ancor prima di incontrarla ed era una sensazione strana, imprevista. In quel primo istante ho capito di amarla e quel che è venuto dopo è stato solo un lungo quanto infruttuoso tentativo di convincermi che non fosse così, perché non poteva essere così.

Da allora ho ripensato spesso a quel momento e a tanti altri, e con maggiore intensità ci ho ripensato negli ultimi giorni, causa una lunga discussione con un caro amico sull'amore e le insidie che nasconde. Abbiamo vissuto storie diverse ma simili e parlarne, guardarlo, è stato come guardare me da una prospettiva che non avevo considerato, grazie ad un distacco che il vivere la mia vita in prima persona non mi permetteva. E' così che ho capito una cosa importante: io sono in cerca dell'Amore, da sempre, da prima ancora che capissi di stare cercando qualcosa, qualcuno. Si, la lettera maiuscola... lo confesso, non è un refuso perché quello che voglio è il sentimento puro, sincero, l'amore che ti fa sentire vivo davvero e che ti fa bruciare di passione come se il senso di una vita intera fosse racchiuso nel contatto delle tue labbra con le sue, l'amore che ti fa soffrire e che ad ogni risveglio ti fa temere che non possa esistere un domani se non con lei.

E poi ti accorgi che lei è andata via, perché non ti ha compreso, perché non era il momento giusto, perché non sei stato capace di tenerla legata a te, perché eri un passatempo, perché eri troppo (!!!) o troppo poco e perché un milione d'altre cose ancora. Ma ti rialzi, pian pianino rimetti insieme i pezzi e torni a vivere ripromettendoti di non fare mai più lo stesso sbaglio, di non concedere a nessun'altro il potere di spezzarti il cuore, consapevole che è solo un'altra bugia, che la ricerca non si è interrotta bensì è stata "sospesa per problemi tecnici" e che smetterai di cercare solo quando avrai trovato l'Amore.

ON AIR: Kate Bush - Wuthering heights

postato da: rubikk alle ore 23:09 | link | commenti
categorie: amore, riflessioni, malinconia, amici
giovedì, 24 settembre 2009

L'eterno ritorno

Sono tornato.

(Ma diciamolo piano, in un sussurro, poco più di un bisbiglio, che magari così sembra meno vero... che forse non lo sentirà nessuno e sarà come non esserci)

Sono stato via tanto, me ne rendo conto guardando un pelo più in basso la data dell'ultimo post. Ho affrontato questioni che andavano risolte mentre scappavo da altre per le quali soluzioni non vedevo.
E poi è successo che ho capito di non voler tornare perché la mia vita, cio' che realmente sono, non appartiene a questo posto. Vecchie sensazioni che ero convinto di aver rimosso e che invece giacevano latenti.
Così mentre ero a casa, quella vera, ho iniziato a pensare a quanto poco abbia costruito qui e a come quel poco si sia allontanato in cerca di nuove prospettive senza che potessi fare nulla per tenerlo ancorato qui, senza che nulla volessi fare perché sapevo che presto o tardi sarebbe successo, ed era giusto.

Ed ora che sono qui da qualche giorno appena già mi mancano colori, profumi e il calore di luoghi che sono come la tua maglietta preferita di quando eri bambino e sai che ormai non potresti mai metterla ma nonostante cio' non hai cuore di buttarla via.

Sono tornato... ma voi fate finta che non ci sia ancora per qualche giorno.

ON AIR: Timoria - Casamia

postato da: rubikk alle ore 23:41 | link | commenti
categorie: insofferenza, arrivi, rassegnazione
mercoledì, 17 giugno 2009

Di cio' che era e che non sarà più

Sbagli, solo tanti sbagli.
Non sono perfetto, mi dispiace. Avrei tanto voluto esserlo, per te, per lei, per altri, per tutti. Non per me che non ne sento il bisogno.

Solo punti interrogativi in una testa che non ce la fa... su un corpo che non ce la fa.

Stanco da morire, di tutti, di me. Di quello che non sono più. Ditemi come si fa a tornare indietro, a dimenticare, a perdonare e farsi perdonare. Dove è nascosto l'entusiasmo, la voglia, la VOGLIA di un tempo che è stato e che ora a malapena ricordo.

Spento e sconfitto dal mio desiderare intenso e dal frapporgli ragioni che ora non so più considerare valide.

Quante cose ho perso? E chi posso biasimare se non me stesso?
Mai avrei pensato di poter camminare a spalle curve, mai ho considerato neppure lontanamente l'idea che un giorno mi sarei sentito sconfitto... oggi pero' è così e rialzarsi stavolta è duro, come se la pressione di passato, presente e futuro frullati assieme mi tenesse schiacciato al terreno.

Cerco di liberarmi di me, delle mie manchevolezze in nome di pregi che mi sono illuso di avere. Neppure io farei affidamento su di me.

Diventa tutto così inutile quando cio' che ritieni importante si allontana fino a perdersi all'orizzonte, là dove lo sguardo non puo' arrivare.
postato da: rubikk alle ore 16:00 | link | commenti (4)
categorie: stanchezza, confusione, insofferenza, mancanze
martedì, 02 giugno 2009

Dell'acqua che vien giù dal cielo

Tic...
Una goccia, viene giù dal cielo. L'aria ha un profumo diverso quando sta per piovere, odora di... "bagnato", non saprei come altro dire.

Tic...
Guardo in su, e già, pare proprio che stia per mettersi a piovere. A dissipare dubbi e speranze residue un'altra goccia che mi è appena precipitata in un occhio. Mi sono sempre chiesto come sia statisticamente possibile che se alzi la testa quando sta piovendo è certo che resterai accecato.

Tic, tac, plinf, pluf...
Ora piove più forte, dovrei sbrigarmi a tornare dentro. Invece indugio, voglio restare per un po' qui, sotto l'acqua che mi scorre dalla testa lungo le spalle, fare da tramite tra cielo e terra. C'è una cosa che non faccio da tempo, non so nemmeno perché, ad un certo punto della ma vita, abbia smesso di farla. Probabilmente è la paura di rendermi ridicolo ("sei cresciutello per metterti a fare certe cose, non ti pare?" - "No, oggi no"), un'altra sciocchezza che continua a condizionare la mia vita.

Tic, tic, tiritiritiritiritiritiritiritic...
Col viso ancora rivolto al cielo e gli occhi chiusi apro la bocca, ho voglia di assaggiare la pioggia. So cosa state pensando: "in fondo è acqua, che sapore vuoi che abbia? Al massimo ti lascerà un retrogusto di gas nocivi!". Invece io penso che la pioggia abbia il sapore delle nuvole; è vero, personalmente non ho mai assaggiato una nuvola, ma mi piacerebbe farlo... quando il cielo è sereno le nuvole sembrano fatte di zucchero filato, devono necessariamente essere deliziose. E vorrei mangiarne una, solo per scoprire che hanno il sapore della pioggia, come è giusto che sia.
La pioggia ha il sapore dell'infanzia, degli ombrelli tenuti da mamma e papà, delle scarpe zuppe e dei pantaloni fradici, perché quando hai 6 anni e il cielo sembra così lontano la pioggia si ferma a terra, diventa pozzanghera in cui sguazzare, tentazione irresistibile di allungare almeno un piedino.

Tic...
Sarà meglio rientrare, non sono più un bambino. Oggi ogni goccia è un ricordo, di quelli che fanno male quando piove forte, di quelli che immalinconiscono quando è pioggerellina leggera e fitta.
Asciughiamo per bene la testa e torniamo alla solita vita, tra poco smetterà di piovere.

ON AIR: Billie Myers - Kiss the rain

postato da: rubikk alle ore 23:53 | link | commenti
categorie: ricordi, malinconia, pioggia
lunedì, 25 maggio 2009

Del farsi trovare senza cercare

Sono a disposizione, raggiungibile attraverso svariati (fin troppi!) mezzi di comunicazione.

Ma non ho più voglia di cercare, nè di cedere, nè di preoccuparmi (quasi sempre inutilmente)

Chiamatemi e "sarete risposti"

ON AIR: The Clash - Should I stay or should I go

postato da: rubikk alle ore 23:17 | link | commenti
categorie: insofferenza, attese
lunedì, 18 maggio 2009

Del desiderio di avere sangue blu e altre fantasie

Salve a tutti, mi presento, sono V. [ogni riferimento a nomi o proprietari di blog realmente esistenti è puramente casuale] e sono un Principe Azzurro.

O meglio, lo ero. Si, perchè da ragazzo avevo un sogno, volevo una favola che parlasse di me, una favola che i papà avrebbero raccontato alle loro figlie prima di lasciarle addormentate a sognare un mondo di cui avrebbero potuto essere regine. Soprattutto, volevo una principessa da salvare e con cui poter vivere "per sempre felici e contenti". Per questo anni fa mi iscrissi all'Università delle Nobili Gesta, facoltà di principismo (nome stupido, pensavo, ma quel che importava era il risultato). A dispetto delle difficoltà mi laureai col massimo dei voti, corsi di galanteria, portamento, dizione, bacio romantico, tutti superati brillantemente.

All'epoca pensavo che il futuro sarebbe stato radioso, ma una volta fuori ho dovuto fare i conti con la realtà. Il mondo era pieno di principi di ogni colore (rossi, neri, verdi e chissà quanti altri), tutti con qualche potente santo in paradiso più di me. Le principesse sembravano essere tutte già prese ed io che sognavo un paese in cui splendesse sempre il sole e gli uccellini cinguettassero tutto l'anno ero riuscito a ottenere soltanto un impiego come principe CO.CO.CO. in un regno così piccolo che sembrava cercasse di soffocarmi.

Ciononostante non persi la speranza, ricordavo bene il mio sogno ed ero ancora ingenuo da credere che con costanza e buona volontà sarei riuscito a vederlo concretizzarsi. Così continuai a cercare, fino a trovare una principessa che sembrava in difficoltà. Ancora oggi mi chiedo come ho fatto ad essere così stupido, così cieco, saranno stati i suoi occhi dolci e profondi, chissà... sta di fatto che lei non aveva alcun bisogno di essere salvata ed io non me ne resi conto. Insistei, fui paziente, ci misi tutto me stesso, con l'unico risultato di rendere un mucchio di persone "infelici e scontente".

Il mio fallimento non passò inosservato; difatti al termine del mandato il mio contratto non fu rinnovato e mi ritrovai senza più un lavoro ma soprattutto senza quello che avevo da sempre voluto fare. Probabilmente avevo sopravvalutato le mie capacità, forse non era destino che diventassi un principe azzurro. Mi sentivo sconfortato, e solo... e più di tutto rimpiangevo la principessa che credevo mi avrebbe completato e reso felice. La sera, prima di addormentarmi, lasciavo che a cullarmi fossero i bei ricordi dei tempi andati, consapevole che durante la notte quelli brutti mi avrebbero svegliato di soprassalto.

Ma sapete come si dice, vero? Il passato è passato, e di sogni non si vive. Così ho venduto il mio cavallo per comprare un'incudine e ho deciso di diventare fabbro. E' un lavoro noioso, faticoso ma mi dà di che vivere e questo è più che sufficiente.

Questa è la mia storia, io sono V. e sono un ex-principe azzurro...



...ma nonostante tutto conservo ancora con immensa cura un vecchio baule, dentro c'è un vestito color turchese. A volte apro il baule e resto per un po' a fissarlo, con la speranza che un giorno tornerò a indossarlo...

ON AIR: Hammock - I can almost see you

postato da: rubikk alle ore 21:22 | link | commenti (1)
categorie: scrivere, storie, sentire